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Cari amici,
di questi tempi che si parla di crisi economica, di crollo dei partiti tradizionali e di avanzata dei gruppi antisistema (penso all'Alba Dorata greca e alla fascista rifatta Marinetta La Penna), vale la pensa ricordare cosa fu la repubblica di Weimar, perché cadde e cosa venne dopo.
Per questo Max Keefe di maggio recensisce "Il giardino delle bestie" di Eric Larson, ovvero la vita di William e Martha Dodd a Berlino dal luglio 1933 al luglio 1934. William era l'ambasciatore americano nominato da Roosevelt e Martha la sua esuberante figlia. In più, sicuro di non affliggervi troppo, un riassunto storico: com'è crollata la repubblica di Weimar? Perché? Chi ne fu responsabile?
Per alleggerire il mattone storico, una nuova avventura della Comandante Comanche su un pianeta di vetro.
Spero che tutto ciò vi piaccia. Mandatemi una mail se vi è piaciuto e anche se non vi è piaciuto.
Un abbraccio a tutti.
Per ricevere Max Keefe ogni mese nella vostra posta, basta mandarmi una mail a rupert1968@gmail.com. Max Keefe è gratuito e rinfrescante.

 
 
La scrittrice francese Irène Némirovsky (Kiev 1903 - Auschwitz 1942) ha scritto più di venti romanzi, una buona dei quali riscoperti solo recentemente, tra cui il capolavoro sulla disfatta francese del 1940, "Suite francese". Jezebel fu pubblicato nel 1936 e per quanto parli della vita di una ricca signora dell'alta borghesia, sembra far risuonare qualcosa anche a noi lettori contemporanei.

 
 
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Un giorno gli storici si volteranno indietro e tutto sarà chiaro. I primi anni del ventunesimo secolo furono quelli preparatori alla grande rivoluzione italiana, quelli in cui il crollo delle illusioni fece spazio a una sorda rabbia che infine sfociò nel rovesciamento dell’ordine costituito. Proprio come nella Francia del 1789.


 
 
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Si parla tanto di riforme in questo paese, soprattutto da parte di chi non ha alcuna intenzione di farle. Le peggiori riforme sono quelle contro la Costituzione, già protagonista di uno scellerato tentativo, per fortuna bloccato dal referendum del giugno 2006. Già, perché la Costituzione è un testo organico, non un manuale per far funzionare l'antenna parabolica. Ogni singola modifica può alterare i delicati equilibri tra le istituzioni e tra stato e società. Meglio starci attenti. Per comprendere meglio il senso del nostro testo fondante, è utile leggere questo breve ma denso saggio di un esperto, Ernesto Bettinelli, professore di diritto costituzionale all'università di Pavia.

 
 
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Un articolo per L'undici del gennaio 2012 sul saggio di Joe McGinniss "Il miracolo del castel di Sangro".

Rileggendo “Il miracolo di Castel di Sangro” di Joe McGinniss (a sinistra), il libro che non doveva uscire in Italia.
Nel calcio, siamo allo scandalo delle scommesse parte seconda. Ci sarà una parte terza, quarta, quinta, come un serial di Rocky. Ma anche se non ci fossero le scommesse, non ci facciamo mancare niente in Italia: presidenti truffatori, società in bancarotta fraudolenta, arbitri intimoriti, tifosi inferociti, poliziotti malpagati, giornalisti prezzolati e calciatori senza contratto.


 
 
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Un disegno che viene dalla Fine del mondo e dalla Terra delle meraviglie.
La Fine del mondo è una terra circondata da un muro invalicabile, dove è ambientata metà della trama del classico romanzo di Haruki Murakami del 1985. L'altra metà prende corpo in una futuristica per quanto familiare Tokyo, teatro della lotta fra due bande in cui è difficile separare il buono dal cattivo: il Sistema, che protegge i dati, e l'Industria, che li ruba.


 
 
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Mi sarebbe piaciuta un'intervista esclusiva a Keith sulla mia rivista ma sarà per un'altra volta. Del resto, quello che racconta in Life, la sua autobiografia, è sufficiente per soddisfare ogni curiosità sulla sua vita, la musica, la droga, le amicizie, le donne.
Cosa trovate ancora su Max Keefe Ventuno?
Un'altra intervista a due grandi campioni dello sport: Rocky Balboa e Ivan Drago, a ventisette anni dal loro celebre incontro ("ti spiezzo in due"). Come vedono il mondo oggi?
Per concludere, un altro racconto della serie della Comandante Comanche, un altro pianeta. Questo mese la nostra astronauta pellerossa atterra su Kitetsu, popolato unicamente da donne amazzone e selvaggiamente belle. Gli uomini dell'equipaggio tremano.
Spero che tutto questo vi piaccia. Come sempre, commenti e critiche sono i benvenuti. Per scaricare gratuitamente la tua copia, segui questo link.

 
 
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Impossibile ma neanche troppo. Due persone ben note ma completamente diverse per gusti, inclinazioni, orientamento politico e professione si incontrano per caso su un Freccia Rossa. Il primo è un deejay, attore, presentatore radiofonico, scrittore di romanzi popolari, vagamente superficiale. Il secondo è stato il padrone della Repubblica per almeno cinquant'anni. Parla poco ma quando parla graffia e comunque ne sa sempre una più del diavolo. Del resto, ancora oggi lo chiamano Belzebù. Un articolo scritto a quattro mani con Marinda per l'Undici di aprile.


 
 
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La seconda avventura di Paolo Veronese, investigatore privato romano poco colto ma di grande cuore e sensibilità,  già conosciuto nel romanzo breve "Una lezione sull'amore", accompagnato dalla sua fidanzata sedicenne, la splendida Valentina. Due personaggi che cresceranno nel corso della vicenda, un ottimo giallo ambientato tra Roma e l'Africa (le porte dell'inferno del titolo fanno riferimento al parco kenyota dell'"Hell's Gate", di cui ho preso alcune foto su internet) con un doppio mistero da risolvere.


 
 
Questo post ha un conflitto d'interesse latente. Silvio è un amico e come tale ha avuto il privilegio di scavalcare la pila dei libri che sto leggendo. E poi, come si fa a fare una recensione ad un amico? Proviamoci cominciando a dire che si tratta di un giallo un po' particolare, protagonista un investigatore privato di Roma in cerca di una frase. Aurelio Schiavi, scrittore raffinato e di grande talento, è morto improvvisamente lasciando un romanzo incompiuto. La sorella Amalia, sua agente e promotrice, incarica Paolo Veronese, più a suo agio con i pedinamenti di adolescenti inquieti e di mariti infedeli, di trovare il finale perduto. La sua indagine si muove tra critici letterari gelosi, amicizie disinteressate, adolescenti turbanti, in un continuo gioco di citazioni e di rimandi, fino all'inaspettata soluzione, nascosta appunto in una frase. Romanzo breve, denso di una sottile ironia e di un compassato ardore vitale, elegante nella scrittura senza inutili preziosismi formali, è un ottimo esordio. Peccato forse per la brevità, che non consente di sviluppare pienamente i vari personaggi, peraltro ottimamente abbozzati (vedi la terribile femmina Isabella) e per una conclusione forse troppo affrettata per essere pienamente goduta, come meritererebbe.
Il giallo del 1999 è stato seguito da una seconda avventura di Paolo Veronese, intitolata "Le porte dell'inferno" (2001), entrambi pubblicati da Fazi editore.
 
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    Dieci ragioni
    per non credere
    a preti, rabbini e ayatollah.

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    1. Siamo un puntino nell’universo
    2. agli arabi dio ha detto di non mangiare maiale, agli indù di non mangiare vacca, i cristiani mangiano tutto. Qual è il dio vero?
    3. i preti dicono che dio è incomprensibile. Allora perché lo dipingono con la faccia di un vecchio?
    4. non vorrei essere nei panni del jihadista che, arrivato in paradiso, scopre che dio è donna e il paradiso è popolato di uomini
    5. dicono i benpensanti "non c’è più morale perché non c’è più dio". Infatti, quando avevamo dio e la morale, ci sono state due guerre mondiali e l’olocausto
    6. se dio c’è, ci ignora; se ci ignora, è perché ha altro da fare, oppure perché non può
    7. c’è bisogno di credere che Gesù sia figlio di dio per apprezzarne il messaggio?
    8. le migliori tipografie fanno molti errori di stampa. Come hanno fatto Maometto, Elia e gli altri profeti a non sbagliare neanche una volta?
    9. se dio comparisse oggi sulla terra, i cristiani fondamentalisti direbbero che è un trucco degli atei, i jihadisti direbbero che è una congiura americana, gli ebrei non ci crederebbero mai e gli hindu direbbero: perché è venuto da solo?
    10. e comunque, se proprio devo scegliere una religione, preferirei i pastafarani, ovvero la chiesa del Flying Spaghetti Monster (vedi sopra), l'unico e vero creatore dell'universo. Forse.

    E, a parte questo...

    11. non sarebbe ora di volersi bene uno con l’altro, senza guardare al turbante, al burqa e alla tonaca, tanto per cambiare?