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Brrr. Una rivista congelata.
Foto di neve e ghiaccio, una Roma nordica e oscura, di vie deserte e strade paralizzate.
Parole a bassa temperatura, per raccontare un romanzo con uno stile particolare, preciso, essenziale, sobrio, gelido: 1Q84 di Haruki Murakami.
Il gelo di un pianeta che dà un prezzo a tutto: alimenti, automobili, sentimenti, persone, amori illusori. Biciclette che prendono in giro i mostri a quattro ruote dominatori delle città.
Max Keefe è tornato con il numero diciannove.  In attesa della primavera, sale per sciogliere il ghiaccio della mente.
Dal vostro bipede a 37 gradi centigradi, Roberto.
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1) Non è il classico film di Scorsese sulla mafia. E' una struggente storia ambientata nella Parigi degli anni venti. Hugo Cabret (Asa Butterfield) è un bambino orfano di 12 anni che vive di espedienti nella stazione ferroviaria di Montparnasse, di cui mantiene gli orologi meccanici. E' una vita difficile e nascosta, attraverso i cunicoli e le scale di ferro della stazione, rubando cibo dai negozi e sfuggendo alla caccia del crudele poliziotto Gustav (Sacha Baron Cohen) e del suo alano. Hugo spera di riuscire a riparare un'automa lasciatogli dal padre morto, capace di scrivere. Il bambino crede che sistemando il robot, riuscirà a leggere un messaggio di suo padre che lo farà sentire meno solo al mondo. La ricostruzione richiede ad Hugo il furto di ingranaggi dai meccanici dal severo giocattolaio che ha un negozio nella stazione (Ben Kingsley), che in realtà è il dimenticato regista George Méliés, il creatore del cinema fantastico all'inizio del secolo. Il giocattolaio cattura Hugo e gli sequestra il suo prezioso taccuino appartenuto a suo padre, che Hugo cerca di recuperare con l'aiuto di Isabelle (Chloe Grace Moretz), la figlia adottiva del vecchio.
2) E' una storia complicata. Splendide scene, una scenografia senza errori, dialoghi sofisticati che rendono il film, grazie anche all'uso intelligente del 3D, un'esperienza che lascia senza fiato. Scorsese riesce a portare i suoi spettatori in un mondo magico ma temi anche più profondi si agitano sotto la superficie dell'avventura: il senso di uno scopo in un posto e in un tempo, perdita e solitudine, la creatività della mente, il senso della meraviglia dei bambini, memoria e oblio, sconfitta e ripresa. Neppure una linea sulla religione. Non è adatto per un repubblicano.
3) Per veri amanti del cinema. La vicenda di George Méliès è quasi corretta. L'artefice del cinema moderna ebbe il suo momento di gloria nella prima decade del XX secolo ma già poco prima della grande guerra era sorpassato. Finito in bancarotta, distrusse tutto ciò che gli restava e aprì un negozio di giocattoli nella stazione di Montparnasse. Sposò una sua vecchia attrice, Jeanne d'Alcy, nel 1925 e venne riscoperto negli ultimi anni di vita, ottenendo la Légion d'honneur nel 1931. Morì nel 1938. Scorsese ha ricreato magicamente lo studio di Méliès e il suo modo di filmare, cercando di restituire agli spettatori del XXI secolo quel senso di meraviglia provato dai nostri antenati nei primi anni del cinema.
4) Non ci sono cattivi. Peccato per chi ama il classico film americano con i malvagi impegnati a distruggere il mondo. Anche il poliziotto cattivo Gustav ha un cuore dopotutto.
5) Non ci sono sparatorie né inseguimenti sui tetti. Non sono state usate pistole per questo film. Ci sono un paio di situazioni in cui Gustav insegue Hugo per la stazione ma non sono le scene più significative. Hugo si ritrova solo una volta in serio pericolo, quando si appende alla lancetta di ferro dell'orologio della stazione a 50 metri di altezza per nascondersi da Gustav.
6) La colonna sonora è toccante, grazie alla capacità di Howard Shore di mescolare temi classici con il suono struggente della fisarmonica. Ascoltate "The Clocks" (traccia 3) e "Couer Volant" (traccia 20).
7) Le scene sono curate nei minimi dettagli, sia la stazione di Montparnasse che gli studio di Méliès.
8) Il cast degli attori è eccezionale, sia i ragazzi, Asa Butterfield e Chloe Grace Moretz, sia i giganti che li circondano: Ben Kingsley, Christopher Lee (il buon libraio Monsieur Labisse), Jude Law (il padre di Hugo), Sacha Baron Cohen, Helen McCrocy (Jeanne d'Alcy).
9) Umano senza essere patetico. Scorsese evita il sentimentalismo tipico del film hollywoodiano dozzinale e produce una storia profonda e calda con caratteri reali ed umani.
10) E' un omaggio nostalgico ad un'epoca scomparsa, forse mai esistita, di magia ed incanto.
11) Compete con un altro meraviglioso film per il premio Oscar 2012, "The Artist" di Michel Hazanavicius. L'Academy Award dovrà dare due statuine d'oro per premiare due film del genere usciti nello stesso anno.

E infine, se nonostante tutto, siete una di quelle persone che ha trovato Avatar stupido e noioso, andate a vedere "Hugo Cabret". Ve lo meritate.
 
 
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E' uscito il nuovo numero dell'Undici. Tutta roba buona. Naturalmente il mio articolo su "Il giusto salario", rivisto e corretto rispetto alla precedente versione pubblicata su "Max Keefe", da cui si dimostra che un commercialista distrugge 47 sterline per ogni sterlina guadagnata e una maestra d'asilo produce 10 sterline per ogni sterlina di stipendio. Per riflettere sulle grandi ingiustizie della società contemporanea.

 
 
_1Q84 di Haruki Murakami
Le vite parallele e convergenti di Aomame e Tengo in una Tokyo simile a quella reale ma diversa per alcune sottili caratteristiche. Aomame è un'istruttrice professionista con una segreta missione, quella di eliminare uomini che hanno fatto del male alle donne. Tengo è un professore part-time in una scuola di recupero aspirante scrittore. Entrambi hanno alle spalle famiglie difficili e l'abitudine a vivere chiusi in sé stessi fin dall'infanzia. Vivono fuori dal normale stile di vita giapponese, felici nella loro solitudine, senza amici, famiglia e un ruolo chiaro nella società. Condividono però un ricordo d'infanzia, quando all'età di dieci anni la taciturna ed emarginata Aomame prese Tengo per mano.
Le loro vite separate vengono a convergere a causa di una curiosa scrittrice diciassettenne dislessica, Fukaeri, di un libro misterioso che parla di strani esseri, i Little People, e di un'inquietante setta, il Sakigake.
Forse, il capolavoro di Haruki Murakami, dove convergono i temi e le ossessioni descritte nei suoi precedenti romanzi fino ad un livello quasi epico.
Si tratta del primo e secondo libro, dato che la terza parte verrà pubblicata solo in ottobre.
 
 
Il più bel film degli ultimi dieci anni. Assolutamente geniale in ogni scena.