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Un giorno gli storici si volteranno indietro e tutto sarà chiaro. I primi anni del ventunesimo secolo furono quelli preparatori alla grande rivoluzione italiana, quelli in cui il crollo delle illusioni fece spazio a una sorda rabbia che infine sfociò nel rovesciamento dell’ordine costituito. Proprio come nella Francia del 1789.


 
 
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Si parla tanto di riforme in questo paese, soprattutto da parte di chi non ha alcuna intenzione di farle. Le peggiori riforme sono quelle contro la Costituzione, già protagonista di uno scellerato tentativo, per fortuna bloccato dal referendum del giugno 2006. Già, perché la Costituzione è un testo organico, non un manuale per far funzionare l'antenna parabolica. Ogni singola modifica può alterare i delicati equilibri tra le istituzioni e tra stato e società. Meglio starci attenti. Per comprendere meglio il senso del nostro testo fondante, è utile leggere questo breve ma denso saggio di un esperto, Ernesto Bettinelli, professore di diritto costituzionale all'università di Pavia.

 
 
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Un articolo per L'undici del gennaio 2012 sul saggio di Joe McGinniss "Il miracolo del castel di Sangro".

Rileggendo “Il miracolo di Castel di Sangro” di Joe McGinniss (a sinistra), il libro che non doveva uscire in Italia.
Nel calcio, siamo allo scandalo delle scommesse parte seconda. Ci sarà una parte terza, quarta, quinta, come un serial di Rocky. Ma anche se non ci fossero le scommesse, non ci facciamo mancare niente in Italia: presidenti truffatori, società in bancarotta fraudolenta, arbitri intimoriti, tifosi inferociti, poliziotti malpagati, giornalisti prezzolati e calciatori senza contratto.


 
 
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Impossibile ma neanche troppo. Due persone ben note ma completamente diverse per gusti, inclinazioni, orientamento politico e professione si incontrano per caso su un Freccia Rossa. Il primo è un deejay, attore, presentatore radiofonico, scrittore di romanzi popolari, vagamente superficiale. Il secondo è stato il padrone della Repubblica per almeno cinquant'anni. Parla poco ma quando parla graffia e comunque ne sa sempre una più del diavolo. Del resto, ancora oggi lo chiamano Belzebù. Un articolo scritto a quattro mani con Marinda per l'Undici di aprile.