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Cari amici,
di questi tempi che si parla di crisi economica, di crollo dei partiti tradizionali e di avanzata dei gruppi antisistema (penso all'Alba Dorata greca e alla fascista rifatta Marinetta La Penna), vale la pensa ricordare cosa fu la repubblica di Weimar, perché cadde e cosa venne dopo.
Per questo Max Keefe di maggio recensisce "Il giardino delle bestie" di Eric Larson, ovvero la vita di William e Martha Dodd a Berlino dal luglio 1933 al luglio 1934. William era l'ambasciatore americano nominato da Roosevelt e Martha la sua esuberante figlia. In più, sicuro di non affliggervi troppo, un riassunto storico: com'è crollata la repubblica di Weimar? Perché? Chi ne fu responsabile?
Per alleggerire il mattone storico, una nuova avventura della Comandante Comanche su un pianeta di vetro.
Spero che tutto ciò vi piaccia. Mandatemi una mail se vi è piaciuto e anche se non vi è piaciuto.
Un abbraccio a tutti.
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Si parla tanto di riforme in questo paese, soprattutto da parte di chi non ha alcuna intenzione di farle. Le peggiori riforme sono quelle contro la Costituzione, già protagonista di uno scellerato tentativo, per fortuna bloccato dal referendum del giugno 2006. Già, perché la Costituzione è un testo organico, non un manuale per far funzionare l'antenna parabolica. Ogni singola modifica può alterare i delicati equilibri tra le istituzioni e tra stato e società. Meglio starci attenti. Per comprendere meglio il senso del nostro testo fondante, è utile leggere questo breve ma denso saggio di un esperto, Ernesto Bettinelli, professore di diritto costituzionale all'università di Pavia.

 
 
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_La lotta alla fame da un punto di vista originale
Scaglione è uno dei responsabili di Action Aid, organizzazione non governativa nata in Gran Bretagna nel 1972 e attiva in Italia da una ventina d’anni,  contro la povertà e il sottosviluppo. Da pochi giorni ha pubblicato un libretto che parla di biciclette e di lotta alla fame. Prendendo spunto dalle varie parti della bicicletta, l’autore racconta brevi storie ambientate in India, Guatemala, Italia, Burkina Faso, cercando di illuminare con semplicità i meccanismi che costringono milioni di persone a vivere con l’incubo perenne della fame. Sono fotogrammi realistici, a volte drammatici, in alcuni casi divertenti, che mai scivolano nella retorica, da cui emerge il film di un mondo sempre più interconnesso anche se solo a senso unico, con un sud che subisce le conseguenze delle scelte del nord.
La bicicletta è la protagonista, anche come strumento di sviluppo e di indipendenza, oltre che di emancipazione femminile, come nel primo racconto ambientato nel sud dell’India ed intitolato “Telaio”. Molto toccanti anche il racconto epistolario “Cambio”, dedicata a un etiope venuto in Italia in cerca di lavoro; e “Portapacchi”, che descrive un ciclista del Burkina Faso che trasforma il suo mezzo in ambulanza. Il Burkina è il paese dove si corre forse l’unica gara ciclistica a tappe in Africa, Le Tour du Faso (che parte proprio in questi giorni). Completa il libro una bella bibliografia dove trovare altri spunti sui temi sviluppati nei racconti.