La lotta alla fame da un punto di vista originale
Scaglione è uno dei responsabili di Action Aid, organizzazione non governativa nata in Gran Bretagna nel 1972 e attiva in Italia da una ventina d’anni, contro la povertà e il sottosviluppo. Da pochi giorni ha pubblicato un libretto che parla di biciclette e di lotta alla fame. Prendendo spunto dalle varie parti della bicicletta, l’autore racconta brevi storie ambientate in India, Guatemala, Italia, Burkina Faso, cercando di illuminare con semplicità i meccanismi che costringono milioni di persone a vivere con l’incubo perenne della fame. Sono fotogrammi realistici, a volte drammatici, in alcuni casi divertenti, che mai scivolano nella retorica, da cui emerge il film di un mondo sempre più interconnesso anche se solo a senso unico, con un sud che subisce le conseguenze delle scelte del nord.
La bicicletta è la protagonista, anche come strumento di sviluppo e di indipendenza, oltre che di emancipazione femminile, come nel primo racconto ambientato nel sud dell’India ed intitolato “Telaio”. Molto toccanti anche il racconto epistolario “Cambio”, dedicata a un etiope venuto in Italia in cerca di lavoro; e “Portapacchi”, che descrive un ciclista del Burkina Faso che trasforma il suo mezzo in ambulanza. Il Burkina è il paese dove si corre forse l’unica gara ciclistica a tappe in Africa, Le Tour du Faso (che parte proprio in questi giorni). Completa il libro una bella bibliografia dove trovare altri spunti sui temi sviluppati nei racconti.
Scaglione è uno dei responsabili di Action Aid, organizzazione non governativa nata in Gran Bretagna nel 1972 e attiva in Italia da una ventina d’anni, contro la povertà e il sottosviluppo. Da pochi giorni ha pubblicato un libretto che parla di biciclette e di lotta alla fame. Prendendo spunto dalle varie parti della bicicletta, l’autore racconta brevi storie ambientate in India, Guatemala, Italia, Burkina Faso, cercando di illuminare con semplicità i meccanismi che costringono milioni di persone a vivere con l’incubo perenne della fame. Sono fotogrammi realistici, a volte drammatici, in alcuni casi divertenti, che mai scivolano nella retorica, da cui emerge il film di un mondo sempre più interconnesso anche se solo a senso unico, con un sud che subisce le conseguenze delle scelte del nord.
La bicicletta è la protagonista, anche come strumento di sviluppo e di indipendenza, oltre che di emancipazione femminile, come nel primo racconto ambientato nel sud dell’India ed intitolato “Telaio”. Molto toccanti anche il racconto epistolario “Cambio”, dedicata a un etiope venuto in Italia in cerca di lavoro; e “Portapacchi”, che descrive un ciclista del Burkina Faso che trasforma il suo mezzo in ambulanza. Il Burkina è il paese dove si corre forse l’unica gara ciclistica a tappe in Africa, Le Tour du Faso (che parte proprio in questi giorni). Completa il libro una bella bibliografia dove trovare altri spunti sui temi sviluppati nei racconti.

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