La mia hit-parade, personale e quindi indiscutibile
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Jane Austen: Pride and Prejudice
Paul Auster: Moon Palace Stefano Benni: Comici spaventati guerrieri Ray Bradbury: Fahrenheit 451 Michail Bulgakov: Il maestro e Margherita Italo Calvino: Le città invisibili Jonathan Coe: La banda dei brocchi Jonathan Coe: Circolo chiuso Michael Ende: La storia infinita John Fante: Chiedi alla polvere Francis S. Fitzgerald: Il grande Gatsby Francis S. Fitzgerald: Tenera è la notte E.M. Forster: Howard’s End E.M. Forster: Passaggio in India E.M. Forster: Camera con vista Carlo Emilio Gadda: Quer pasticciaccio brutto Jack Kerouac: On the road Pierre Laclois: Le relazioni pericolose Stanislaw Lem: Solaris Fosco Maraini: Case, amori, universi Guy de Maupassant: Bel-Ami Haruki Murakami: Hard-boiled Wonderland Shibiku Murasaki: Storia di Genji Irène Némirovsky: Suite francese George Orwell: 1984 Hugo Pratt: Una ballata del mare salato Henri-Pierre Roché: Jules e Jim Pier Vittorio Tondelli: Altri libertini Pier Vittorio Tondelli: Rimini Vittorio Zucconi: Gli spiriti non dimenticano |
Una storia universale, valido oggi come due secoli fa
Ricco di umanità Il classico di Stefano Benni. Insuperato Il potere della massa e della televisione La fantasia del prigioniero Cibo per la mente Inghilterra, anni settanta e musica progressive Inghilterra, l’epoca Blair, il seguito dei “Brocchi” La crescita per errori La crescita sentimentale e poetica di un giovane scrittore Il rimpianto infinito L’interesse prevale sulla gentilezza Rompere gli schemi sociali Film e libro insuperabili La più bella storia d’amore mai raccontata Il potere della lingua La prima grande fuga Il potere della donne Il contatto con un’intelligenza aliena L’autobiografia di un grande antropologo Scavare nel potere Scavare nella mente Mille anni fa, il romanzo moderno La disfatta dell’umanità La neolingua, specchio del mondo moderno Il classico dei fumetti La massima sintesi delle parole L’esuberanza della parola La politica negli anni ottanta La vita e le imprese di Cavallo Pazzo |
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TUTTI I LIBRI CHE HO LETTO, CHE HO ABBANDONATO E PERCHE'
Classici ed epica Fantascienza e fantastici Fumetti Narrativa Saggi Scienza Storia Viaggi e culture diverse
scadente, sopravvalutato, inutile
adatto per la spiaggia oppure poco interessante
storia interessante, saggio ricco anche se non eccezionale
romanzo o saggio avvincente, originale ed imperdibile
capolavoro
scadente, sopravvalutato, inutile
adatto per la spiaggia oppure poco interessante
storia interessante, saggio ricco anche se non eccezionale
romanzo o saggio avvincente, originale ed imperdibile
capolavoro
Isabela Allende: La casa degli spiriti (libro rapidamente abbandonato. Una noiosa copia di García Márquez). Eric Ambler: Tokapi: la luce del giorno (un classico d’azione ambientato ad Istanbul negli anni sessanta). Martis Amis: The Pregnant Widow (l’educazione sentimentale al tempo della rivoluzione sessuale). Niccolò Ammaniti: Che la festa cominci (novembre 2009, in un periodo di sconforto generale e generazionale). Piero e Alberto Angela: La straordinaria storia della vita (padre e figlio sanno avvincere, senza dubbio). Ludovico Ariosto: Orlando Furioso (l’ho letto solo una parte ma con godimento). Isaac Asimov: Prima fondazione, Fondazione ed Impero, Seconda Fondazione (1983: la trilogia originale e ineguagliabile), Fondazione e terra (semplicemente deludente), Civiltà extraterrestri (datato ma un classico). Corrado Augias e Mauro Pesce: Inchiesta su Gesù (un’ottima e profonda introduzione alla figura storica di Gesù). Paul Auster: Trilogia di New York (capolavoro), Oracle Night (sicuramente bello, ma non ricordo nulla della trama). Autori vari: Le livre noir du communisme (letto quando ancora ci credevo). Bela Balasz: Il libro delle meraviglie (fiabe in stile cinese scritte da un ungherese). Iain Banks: The Business (una millenaria multinazionale commerciale in cerca di uno stato da comprare). Muriel Barbery: L’eleganza del riccio (carino anche se un po’ rileccato, tipicamente francese). Alessandro Baricco: Oceano mare (un esercizio di stile, niente di più). Alicia Bartlett-Gimenez: Dove nessuno ti incontri (l'ultima guerrigliera nella Spagna franchista degli anni cinquanta). Claudio Bartocci (a cura di): Racconti matematici (una raccolta dei migliori maestri del genere fantastico-scientifico). Alex Bellos: Il meraviglioso mondo dei numeri (ottima introduzione ad una terra delle meraviglie, fatto con curiosità e competenza). Alan Bennett: The Uncommon Reader (Elisabetta II scopre i libri). Stefano Benni: Baol (classico), Elianto (carino), Pane e tempesta (dicembre 2009: per non perdere la speranza in un’Italia migliore), Margherita Dolcevita (carino nello stile). Charles Berlitz: Bermuda: Il triangolo maledetto (un classico degli anni ’70. Folle ma divertente), Accadde a Roswell (sullo stesso filone). Edmondo Berselli: Post-italiani: cronache di un paese provvisorio. Silvio Bertoldi: Il regno del Sud (ottima introduzione alla vita politica, sociale e quotidiana nell’Italia meridionale nel periodo 1943-44). Ernesto Bettinelli: La costituzione della repubblica italiana. Un classico giuridico (un denso breve testo sul senso della costituzione nell'Italia di oggi). Giorgio Bettinelli: La Cina in vespa (lui è un simpaticone ma il libro non decolla davvero). Richard Broome: Aboriginal Australian (saggio sugli aborigeni in Australia. Ottimo). Ray Bradbury: Cronache marziane (adesso non riesco a leggerlo ma a 16 anni era stupendo), Fahrenheit 451 (una profezia avveratasi). Jorge Luis Borges: Altre inquisizioni, Libro di sogni, L’Aleph. Bill Bryson: In A Sunburned Country (revisitasione ironica dei miti australiani. Divertente, a tratti fa pensare), Mother Tongue (storia e prodigi della lingua inglese, molto divertente). Dan Brown: il Codice Da Vinci (letto per curiosità, ha alcune idee fantastiche rovinate da una scrittura piatta e uno svolgimento più che convenzionale). Mark Buchanan: L'atomo sociale (il comportamento umano e le leggi della fisica). Edward Bunker: Cane mangia cane (la mente criminale descritta da un vero criminale). Dino Buzzati: Il deserto dei tartari (la fase kafkiana della vita). Italo Calvino: Marcovaldo, Se una notte d’inverno un viaggiatore, Il castello dei destini incrociati, Fiabe Italiane. Peter Cameron: Un giorno questo dolore ti sarà utile (romanzo di formazione a N Andrea Camilleri: Un mese con Montalbano (introduzione al Commissario Montalbano). La strategia del ragno (forse il migliore), La pista di sabbia, L’età del dubbio, Il campo del vasaio, La danza del gabbiano (il più duro), Il giro di boa, Il ladro di merendine, La luna di carta. La caccia al tesoro, Il sorriso di Angelica (Il commissario s’innamora di un’altra?), La pensione di Eva (Vigàta negli anni della guerra), Il gioco degli specchi (un’altra splendida fimmina nei guai). Elias Canetti: Autodafé (capolavoro). Miguel Cervantes: Don Quixote (letto in originale al ritorno dal Messico, nel 1993-94). Jung Chang: Wild Swans (cento anni di storia cinese attraverso una famiglia reale). Bruce Chatwin: Le vie dei canti (entusiasmante all’inizio, un po’ datato), In Patagonia (non ci ho capito poi molto), Il Vicere di Ouidah (abbandonato presto). Santo Cilauro, Tom Gleisner & Rob Sitch: Molvania, Phaic Tan e San Sombrero (nell’era dell’omologazione turistica, tre guide turistiche per posti sorprendenti). Manning Clark: A Short History of Australia (per essere una storia di 200 anni, piuttosto pesante). Jonathan Coe: The Rain Before It Falls (2008, non esattamente il suo genere e per questo apprezzabile), I terribili segreti di Maxwell Sim (bello, leggibile ma forse niente di nuovo). Joseph Conrad: Cuore di tenebra. W Owen Cole & Piara Singh Sambhi: The Sikhs (un regalo di un alto funzionario indiano di religione sikh, che ero andato ad intervistare, New Delhi 1996). Hernan Cortes: La conquista del Messico (sicuramente letto anche solo in parte prima di andare in Messico nel 1992). Diego Cugia: L’incosciente (non il migliore e un finale deludente), Il mercante di fiori (da uno sceneggiato radiofonico, originale giallo che scava nella realtà internazionale). Robyn Davidson: Desert Places (il Rajahstan. Comprato e letto in India nel 1996). Richard Dawkins: The Ancestor’s Tale (la storia dell’evoluzione al contrario. Pesante). Carlo De Amicis: La battuta prefetta (padre reazionario e figlio mediaset si scontrano mentre l’Italia cambia). Andrea De Carlo: Macno (originale, all’epoca), Di noi tre (l’ennesimo De Carlo, il primo di una serie infinita di libri tutti uguali), Il mare delle verità (inutile), Due di due (boh?), Yucatan (il solito libro lasciato a metà senza conclusione. Stanco), Giro di vento (interessante ma ripete gli stessi elementi dei precedenti). Luciano De Crescenzo: I grandi miti greci (un divertente ripasso). Maurizio De Giovanni: il senso del dolore (la prima indagine del Commissario Ricciardi. Buon esordio). Diego De Silva: Non avevo capito niente (malincomiche avventure di un avvocato napoletano sfigato ma di grande cuore), Mia suocera beve meno riuscito del primo ma piacevole). Jared Diamond: Collapse! (come le società umane crollano: da leggere con attenzione). Philip K. Dick: Trilogia di Valis (da non leggere in momenti di crisi psicologica), I giocatori di Titano (sorprendente), Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (geniale), Cronache del dopobomba (contorto, ma ricco di invenzioni). Christopher Duggan: La forza del destino (un’ottima storia d’Italia). Alexandre Dumas: I tre moschettieri, Vent’anni dopo, Il conte di Montecristo (a scuola di avventura). Umberto Eco: Il nome della rosa (una risata vi seppellirà), Il pendolo di Foucault (l’ho letto tre volte. Geniale). James Ellroy: L.A. Confidential (giallo americano duro e puro). Joe Fante: Aspetta primavera, Bandini! (il primo volume della seria) Chiedi alla polvere (la difficile vita di uno scrittore a Los Angeles), La confraternita dell'uva (l'ultimo Bandini, con una morte spettacolare). Patricia Fara: Science A Four Thousand Year History (una storia della scienza che parte da lontano, non facilissimo). Mario Farneti: Occidente (farneti...cante). Ken Follett: La cruna dell’ago (spionaggio inglese classico). John Foot: Calcio: storia dello sport che ha fatto l’Italia (un’altra divertente ma stimolante storia d’Italia), Pedalare! Pedalare! Storia del ciclismo in Italia (il ciclismo ha fatto l'Italia?). Fruttero e Lucentini: La donna della domenica (un giallo all’italiana ambientato nella Torino dei primi anni settanta). Furet e Richet: La rivoluzione francese (un classico della storiografia francese). Romain Gary: Formiche a Stalingrado (un romanzo scritto subito dopo i grandi avvenimenti della guerra). John Gibbin: Science: A History (500 anni narrati benissimo). Martin Gilbert: La grande storia della prima guerra mondiale (la grande guerra vista dal basso). Paolo Giordano: La solitudine dei numeri primi (buon esordio ma sopravvalutato: aspettiamo il secondo romanzo). Gipi: Diario di fiume e altri racconti (brevi racconti del migliore disegnatore italiano di oggi). Brian Greene: The Elegant Universe (introduzione alla teoria delle stringhe da uno degli scienziati che l’hanno inventata). Graham Green: Il nostro agente all’Avana (un venditore di aspirapolveri al servizio di Sua Maestà). Francesco Guccini: Cronache epàfaniche (buon libro di memoria). Robert Harris: Fatherland (fantastica ucronia), Pompei (giallo ambientato nei giorni precedenti l’eruzione), Enigma (giallo sulla macchina cifrante), Arcangelo (il figlio di Stalin). Mark Haddon: Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (un ragazzo con disturbi del comportamento indaga sulla morte di un cane, scoprendo molte cose su di sé e gli altri). Peter Hays Gries: China’s New Nationalism. Denis Guedj: Il teorema del pappagallo (all’inizio dà sul nervoso, a metà diverte, alla fine ti arrabbi davvero), Zero (le cinque vite di Amber dalla Sumeria ad oggi. Mah!). Kenneth J. Harvey: La città che dimenticò di respirare (interessante e bizzarro). Joseph Heller: Catch-22 (l’ho letto in inglese e ho scoperto di non saperlo. Abbandonato dopo 50 pagine). Ernest Hemingway: Per chi suona la campana (c’è tutto: amore, morte, passione politica), Fiesta (meraviglioso), Addio alle armi (mai finito). Frank Herbert: Dune (i grandi vermi del pianeta Arrakis, noioso). Nick Hornby: Alta fedeltà (la musica, ah, la musica!). Robert Hughes: The Fatal Shore (come l’Australia ebbe inizio). Aldous Huxley: Il nuovo mondo, Ritorno al nuovo mondo (scenari ormai presenti). Franz Kafka: Un medico di campagna. Ghassan Kanafani: Uomini sotto il sole (letteratura palestinese anni ‘60). Jack Kerouac: I sotterranei del dharma (mi piacevano tutti questi libri), Big Sur (idem). Stephen Kinnane: Shadow Lines (la storia vera dell’amore tra un’inglese e un’aborigena australiana all’inizio del secolo, scritta dal nipote). Agota Kristof: Trilogia della città di K. (indimenticabile storia fantastica ma reale dell’est europeo dal 1945 ad 1989). Eric Larson: Il giardino delle bestie (l'Ambasciatore USA e la sua figlia ninfomane scoprono la realtà del regime nazista). Helie Lie: Still Life with Rice (cento anni di storia coreana in una famiglia. Molto interessante). Chang-Rae Lee: A Gesture Life (libro che scava negli orrori indimenticabili dell’aggressione giapponese in Asia). Stanislaw Lem: L’invincibile (il contatto con forme di vita completamente aliene). Steven Levitt e Stephen Dubner: Freaknomics (farsi domande su tutto). C.S. Lewis: Lontano dal pianeta silenzioso (scritto negli anni trenta, un libro di fantateologia, parte della “trilogia spaziale), Perelandra (Adamo ed Eva su Venere. Insopportabile). Valerio Massimo Manfredi: L’ultima legione (quando la follia italica si sposa alla tecnica americana). Fosco Maraini: Ore giapponesi (il Giappone com’era). Gabriel Garcia Marquez: Come si scrive un racconto (ci speravo davvero di diventare scrittore). David Marr & Marian.Wilkinson: Dark Victory (un pezzo di storia australiana. Le macchinazioni del primo ministro sulla pelle degli immigrati clandestini). Paolo Maurensig: La variante di Luneburg (splendido raffinato giallo). Dennis Mack Smith: Garibaldi (un’ottima sintesi della vita del condottiero). Ian McEwan: Saturday (paranoie di un professionista londinese. Datemi Jules Verne in cambio), Amsterdam (la crudeltà della realtà), L’inventore dei sogni (l’innocenza dei bambini), Child in Time (struggente avventura di un uomo che ha perso la bambina di tre anni). Joe McGinniss: Il miracolo di Castel di Sangro (la verità sul calcio italiano). Annie Messina (Gamila Ghali): Il mirto e la rosa (letto a Colombo, giugno 1989). Silvio Mignano: Una lezione sull'amore (primo giallo d'autore con protagonista Paolo Veronese), Le porte dell'inferno (il secondo giallo, ambientato a Roma e in Kenya). Yukio Mishima: la voce delle onde (stupenda storia d’ora in stile giapponese), Cavalli selvaggi. Monaldi & Sorti. Imprimatur (romanzo storico ambientato a Roma nel 1683). Michael Moore: Stupid White Men. Alberto Moravia: Gli indifferenti. Haruki Murakami: Tokyo Blues (non vedevo l’ora che Naoko morisse), Kafka on the Shore (interrotto, non molto interessante), L’arte di correre (un gelido libro sulla corsa, non mi è piaciuto), 1Q84 (forse il suo capolavoro). Vladimir Nabokov: Lolita (il trionfo della letteratura sul sordido). Silvia Nasar: A Beautiful Mind (la vita di John Nash, matematico premio Nobel scampato alla schizofrenia). Irène Némirovksy. Jezabel. L'ossessione della bellezza evanescente. Marcus Noland: Avoiding the Apocalypse (tutto sulla Corea all’inizio del secolo. Pesantissimo!). Amelie Nothomb: L’Antichrista (due adolescenti belghe: Christa, bella, intelligente e crudele, seduce Blanche, introversa e sognatrice, e i suoi genitori). Omero: Iliade, Odissea (solo a scuola, purtroppo). Marco Pastonesi: La corsa più pazza del mondo (Le Tour du Faso in Burkina Faso). Federico Peiretti: Il matematico si diverte (enigmi e giochi matematici, discreto). Daniel Pennac: il paradiso degli orchi, la fata carabina (ero ancora all’università. Come mi piacevano quelle storie). Edgar Allan Poe: Le avventure di Gordon Pym (Letto dopo tanti anni), Racconti straordinari, grotteschi e seri (fonte infinita di ispirazione). Marco Polo: Il Milione (forse non l’ho letto tutto ma mi sono appassionato).Manuel Puig: Il baccio della donna ragno (adesso non ricordo nulla della storia ma mi piacque molto). Philip Pulman: His Dark Materials (Northern Lights, The Subtle Knife, The Amber Spyglass: una trilogia sorprendente). Raymond Queneau: Esercizi di stile (geniale!). Zazie nel metrò (capolavoro dell’assurdo). Hugo Pratt: Favola di Venezia, La casa dorata di Samarcanda, Le celtiche, Suite caraibica, La giovinezza, Le etiopiche, Corte Sconta detta Arcana, Mu. James Redfield: La profezia di Celestino (utile: dopo averlo letto, ho abbandonato qualsiasi idea religiosa alternativa). Liviu Rebreanu: La voce della terra (classico romeno). Matteo Renzi: Fuori! (una politica diversa è possibile). Kevin Reynolds: Why Weren’t We Told? (la verità sugli aborigeni in Australia). Mordechai Richler: Barney’s Version (grandissimo libro, pieno di umorismo e di vitalità). Joseph Roth: Confessione di un assassino, raccontata in una notte. JK Rowling: tutta la serie di Harry Potter (due volte). Jonathan Safran Foer: Molto forte, incredibilmente vicino (una caotica piacevole storia post 11 settembre). Carl Sagan: Contact (parecchie idee geniali ma abbastanza pesante). Juan Saramago: Cecità (terribilmente sopravvalutato). Marjane Satrapi: Persepolis. Daniele Scaglione: la bicicletta che salverà il mondo (storie di uomini e donne in lotta contro la fame. Protagonista: la bicicletta). Tiziano Scarpa: Stabat Mater (la vittoria sulla solitudine). Eric Schlosser: Fast Food Nation (anni novanta ma ancora attuale). Luis Sepúlveda: Patagonia Express (sulla tracce di Bruce Chatwin), La frontiera scomparsa (viaggio romantico per l’America Latina), Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare (poetico). Beppe Severgnini: Un italiano in America (interessante). William Shirer: Storia del Terzo Reich (un classico insuperabile). Susan Shirk: China: Fragile Superpower (introduzione semplice alla Cina contemporanea). Simon Singh: Il teorema di Fermat, Codici e segreti (storia della crittografia). Corrado Stajano: Promemoria: uno straniero in patria tra Campo de’ Fiori e palazzo Madama (la prima tragica legislatura di Berlusconi vista da sinistra). Duncan Steel: Marking Time (storia della misurazione dei tempi. Interessante, forse troppi dettagliata). Robert Louis Stevenson: L’isola del tesoro (l’Avventura). Leonard Susskind: The Black Hole War (introduzione al principio olografico). Italo Svevo: La coscienza di Zeno (da leggere e rileggere). Tiziani Terzani: In Asia (bellissimo, per quello che era l’Asia e che non esiste più). J.R.R. Tolkien: Lo hobbit (stupendo), Il signore degli anelli (immenso e guai a chi dice che è roba fascista), Il Silmarillon (vabbé, non sono un fanatico). Lev Tolstoj: Guerra e pace (mi mancava solo meno di un quinto per finirlo. Incredibile). Marco Travaglio: Montanelli e il Cavaliere. Mark Twain. Uno yankee alla corte di Re Artù (un’anticipazione dei disastri del XX secolo). Le avventure di Tom Sawyer (lettura obbligatoria per ogni ragazzo sotto i 14 anni), Le avventure di Huckleberry Finn (non bello come il prima). Jules Verne: Il giro del mondo in 80 giorni (letto almeno dieci volte), Viaggio al centro della terra, Cinque settimane in pallone, Il padrone del mondo, Ventimila leghe sotto i mari, Dalla terra alla luna, L’isola misteriosa, I figli del capitano Grant. Publio Virgilio Marone: Eneide (letto durante la malattia del 1998). Andrea Vitali: Olive comprese (non grande letteratura ma piacevole). Voltaire: Candido. Wu Ming 2 & Mohamed Antar: Timira romanzo meticcio (la vita vera di una donna italo-somala tra Italia e Somalia). John Wyndham: Il giorno dei trifidi (piante carnivore in un mondo distrutto. Ma gli uomini si rifanno sotto). Yi Munyol: Il poeta (carino ma se questo è il migliore scrittore coreano...), Our Twisted Hero (facile da leggere, niente di più). Abraham Yehoshua: L’amante (Israele, dal di dentro). Carlos Ruiz Zafon: L’ombra del vento (romanzo gotico ambientato nella Barcellona degli anni venti). Peter Zheutlin: Il giro del mondo di Annie Londonderry (una casalinga di Boston scopre la bicicletta e la libertà a fine ottocento).